Il marketing emozionale applicato al settore immobiliare

L'home staging per vendere e affittare casa attraverso le emozioni

Nella nostra società, caratterizzata da benessere diffuso e dall’uso trasversale della tecnologia, il consumatore non è più alla ricerca di beni e servizi solamente funzionali, ma bensì di qualcosa che generi sensazioni e emozioni attraverso due componenti chiave: l’esperienza e i sensi.

Per questo motivo si sono sviluppate negli ultimi anni nuove teorie di marketing che mettono in risalto l'aspetto soggettivo e irrazionale del processo di acquisto.

Si sente sempre più parlare infatti di neuromarketing ovvero delle conoscenze e pratiche neuroscentifiche applicate all’ analisi dei processi decisionali e all’individuazione dei canali comunicativi che vadano ad influenzare i processi di acquisto.

COS'è IL MARKETING EMOZIONALE

Il Marketing emozionale è una strategia che fa leva proprio sugli inneschi emotivi.

Si basa sulla teoria  che il nostro cervello elabora le informazioni attraverso due sistemi : quello razionale e quello irrazionale. Il primo è sempre allerta, impulsivo, inconscio, immediato e veloce. Il secondo è più lento, conscio e controllato.

Ma qual’è il sistema che prevarica tra i due? Molti di noi sono convinti di prendere le decisioni sulla base di processi molto razionali e ponderati. Ma non è così.

Alcuni studi effettuati dal neuroscenziato portoghese Antonio Damasio dimostrano come le emozioni giochino un ruolo essenziale nei processi decisionali . Damasio ha analizzato un campione di pazienti che avevano subito dei danni celebrali alla corteccia prefrontale che impedivano loro di provare emozioni, rilevando che queste persone non erano in grado  di prendere nessuna decisone, neanche la più semplice.

Lo studio dimostra quindi che sia il sistema emotivo a prendere effettivamente una decisione  mentre quello razionale subentra solo in un secondo momento a giustificare e razionalizzare la scelta fatta.

COME SI APPLICA IL MARKETING EMOZIONALE AL SETTORE IMMOBILIARE

Sappiamo bene che nella scelta della propria abitazione ci sono numerose variabili razionali da prendere in considerazione tra prezzo, tipologia, contesto che servono per filtrare l’offerta in una primissima fase di ricerca. Ma una volta superato questo step l’acquirente molto spesso si trova ancora di fronte ad una miriade di annunci e in genere con a disposizione pochissimo tempo per districarsi in quell’offerta.

Una casa capace di suscitare emozioni e di raccontare una storia farà la differenza tra tutti gli immobili presenti sul mercato.

Attraverso una corretta e professionale valorizzazione sarà in grado di ricreare quegli inneschi emotivi capaci di influenzare il processo decisionale del potenziale acquirente, sia in fase di ricerca attraverso fotografie e video , sia in fase di visita dell’immobile.

L'HOME STAGING PER COMUNICARE EMOZIONI E SENSAZIONI

 

  • Una fotografia che valorizzi gli ambienti  e dettagli  racconterà in modo completo ed esaustivo lo spazio ma allo stesso tempo comunicherà anche una atmosfera capace di far leva sui meccanismi emozionali del target di riferimento.
  • Una corretta messa in scena coinvolgerà il potenziale acquirente raccontando un storia. La sua. Mettendolo nelle condizioni di proiettarsi a vivere già all’interno della casa.
  • L’atmosfera ricreata trasmetterà specifiche emozioni amiche del processo di acquisto della propria casa come semplicità, armonia, equilibrio, essenzialità, freschezza, luminosità, calore e accoglienza.
  • La valorizzazione degli spazi semplificherà il processo di acquisto perché spazzerà via dubbi e paure che possono subentrare durante la visita. La presenza degli arredi essenziali  rassicureranno ad esempio il visitatore perché gli daranno una percezione immediatamente verificabile delle dimensioni di ogni stanza accompagnando il potenziale compratore nella fase successiva del processo di acquisto senza incertezze.
  • Una attenzione agli aspetti più sensoriali ed esperienziali in occasione della visita completeranno la strategia di marketing emozionale. E’ importante che non ci siano quindi discrepanze tra servizio fotografico e stato dell’immobile in modo da soddisfare l’aspettativa creata. Particolare cura va inoltre prestata anche a odori e illuminazione.

 

Queste azioni possono sembrare ambiziose, ma in una figura professionale come quella dell’home stager sono concentrate tutte le competenze necessarie per trattare gli immobili come un prodotto pubblicitario, molto spesso trasformando e stravolgendo lo stato di partenza. A partire dall’analisi delle criticità, di progettazione dell’intervento di valorizzazione fino alla parte esecutiva come la fornitura del materiale, l’allestimento e il servizio fotografico.

L’intervento di home staging perseguirà quindi in tutte queste fasi la ricerca degli aspetti legati ad emozioni e sensazioni in modo da impattare sul sistema emotivo, motore di tutte le nostre decisioni.

Se hai voglia di vedere qualche esempio puoi dare un occhio ad alcuni lavori nella photo gallery della pagina di Facebook di MOOD|Relooking e metti mi piace per seguirla.

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MOOD Relooking  |  Gaia Fucilli |  gaia.fucilli@moodrelooking.com +393389106720

Interior Design vs Home Staging

Home staging per Affitti brevi

Le emozioni sono la differenza tra Interior Design e Home Staging

Qualsiasi home stager professionista e opportunamente formata ha molto ben chiare  le differenze tra un servizio di home staging e uno di restyling/relooking, lasciando perdere poi  il più ampio concetto di interior design che in realtà comprende anche la riprogettazione degli spazi.

Per i non addetti al settore però, prima di procedere, credo sia meglio puntualizzare quali siano le fondamentali discrepanze tra queste due tipologie di interventi.

1) Il relooking o restyling è un servizio rivolto ad un singolo, o ad un nucleo familiare, per la propria abitazione privata tenendo presente le esigenze, i gusti e le abitudini personali. L’utente finale dell’home staging è  invece il target di riferimento. L’immobile dovrà infatti conquistare un maggior numero di persone .

2) Il relooking  ricerca e rincorre una identità e uno stile che deve rispecchiare il suo proprietario.  Ha quindi in genere un carattere forte e ben definito. L’home staging è invece una operazione di marketing . Si ricerca una depersonalizzazione e una essenzialità in modo da poter permettere il potenziale acquirente di rivestire mentalmente  l’immobile con il suo gusto e i suoi oggetti personali.

Queste due sono le differenze sostanziali più eclatanti. A partire da queste il discorso si potrebbe dilungare all’infinito tra tecniche, approcci e finalità varie.  Ma non è questo il mio intento e vorrei soffermarmi su una ulteriore distinzione, ovvero quella tra Home staging per la vendita e per le strutture ricettive.

Per gli immobili in cerca di acquirente il confine tra i due servizi in questione rimane molto ben distinto. Ma quando si parla di immobili adibiti ad affitti brevi questa distinzione inizia ad offuscarsi e a vacillare. Rimane il fatto che l’home staging è una operazione di marketing rivolta all’utente finale, che sia acquirente o un l’ospite della struttura ricettiva, l’intervento si deve calibrare su di essi. Ma i confini diventano in apparenza molto meno netti in quanto negli affitti brevi è importante creare una identità molto distinta, caratterizzante e ben riconoscibile che possibilmente contribuisca a creare una esperienza di soggiorno unica.  E’ quindi una manovra a più ampio respiro che concede stili colori e atmosfere più marcate.

Prima di valorizzare la struttura con una messa in scena e relativa fotografia, l’immobile necessita il più delle volte di un intervento di relooking più o meno invasivo a seconda dello stato di partenza.

Non si tratta solo di introdurre quegli elementi necessari per riuscire a trasmettere le sensazioni strategiche per l’ospitalità, ma anche di correggere l’immagine della struttura. 

Nel mio lavoro di home stager molto spesso mi capita di incappare in strutture ricettive con un target medio alto su cui sono intervenuti architetti di interni  con grossi budget a disposizione ma con pochissima esperienza nell’ospitalità. Appartamenti e stanze degne di una copertina da Elle Decor che non sono altro che esercizi di stile e di accostamenti di ottimi materiali ma che rimangono completamente decontestualizzate. Ambienti che potrebbero essere in qualsiasi città dell’occidente senza  neanche una traccia caratterista della tipologia di destinazione dove si trovano. Mare, montagna, campagna, città. Niente. Nessun indizio. Un ambiente asettico che alla fine non lascerà il segno nel cuore e nella testa dell’ospite. Si parla sempre di ricercare l’engagement attraverso l'esperienza di soggiorno in modo che il cliente possa prenotare nuovamente a struttura e/o  consigliarla ad amici e conoscenti.  Questo può avvenire solo grazie ad un coinvolgimento emotivo da parte dell’ospite.

Già l’ospite… TI ricordi? Quel famoso target di riferimento che dovrebbe essere al centro di ogni piccola scelta di progettazione quando si parla di interventi di marketing.

Nel caso degli affitti brevi deve quindi essere ancora più centrale la sua esperienza all’interno della struttura.  Il creare emozioni per lui. Perché penso che sia questa la vera differenza tra un interior designer e una home stager.

La capacità di creare emozioni per l’utente finale.

E nei casi in cui le due figure professionali non coincidano in un unico professionista, perché non pensare ad una collaborazione in modo da unire le competenze dell’interior designer con quelle più orientare al marketing dell’home stager? In questo modo si creerà un grosso valore aggiunto per entrambe le professioni, certo. Per l’immobile ovvio. Per il suo proprietario, verissimo.  Ma ancora di più per il nostro cliente finale !

 

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Sticker per Piastrelle | Restyling veloce e a basso costo

Tile Stikers

Il bagno è l'ambiente più intimo della casa. Rappresenta il luogo dove ci prendiamo cura di noi, ci coccoliamo e rilassiamo. A volte è un vero e proprio rifugio. 
E' la prima stanza in assoluto che vogliamo rifare completamente da capo quando compriamo casa. E' quella che mostra maggiormente i segni del tempo sia in termini di usura ma anche di stile. 
Avete presente quelle bellissime piastrelle anni 70 belle traslucide e piene di fiorellini? Vi immagino già a storcere il naso solo al ricordo!La moda di un tempo imponeva infatti piastrelle e sanitari davvero molto distante dallo stile attuale? Di conseguenza spesso ci troviamo ad odiare proprio l'ambiente che invece dovrebbe essere quello in cui sentirci più a nostro agio.Lo stesso vale per le cucine. Qualsiasi mobile moderno non cambierà mai l'aspetto dell'ambiente se le piastrelle rimangono quelle della "nonna". Spesso l'unica via sembra essere proprio quella di ristrutturarlo. Questa scelta però comporta costi elevati e disagi non indifferenti. Cosa fare quindi quando il si vive in un appartamento in affitto e non si vuole quindi investire in una ristrutturazione? Per non parlare se si vuole mettere sul mercato immobiliare una casa ma le piastrelle del bagno o della cucina ammazzano l'appeal di tutta la casa?

Da un paio di anni, dopo il boom degli sticker murali, sembrano aver preso piede gli adesivi per piastrelle. Una soluzione davvero economica ed estremamente facile e veloce.

Le protagoniste sono ancora loro: Le cementine ! Ma ci sono numerose altre varianti per chi si è già stancato delle tanto gettonate maioliche. 

Sono nati alcuni siti dedicati solo esclusivamente alla vendita di piastrelle di tutte le misure e di tutte le tipologie come Dekoida, Adesivi Murali ; Moonwall Stikers. Dalle più economiche a quelle create con materiali innovativi con tanto di rilievo a simulare una vera ceramica. Altre sono talmente resistenti che possono addirittura essere utilizzate sulle piastrelle del pavimento, consci comunque del fatto che non sarà una restyling  che durerà una vita intera.. allora perché non osare anche con qualcosa di audace?